Io sono di Prato.

Sono anche nata a Prato.

Poi però a 11 anni sono andata ad abitare a Montemurlo, e dopo ho fatto le superiori a Sesto.

Mi sono fatta amici a Firenze, poi però ho avuto una palestra e una vita a Prato, e mi sono sentita di nuovo un po’ pratese, ma poi dopo un po’ sarei voluta andare via, perché per ragioni che non sto a dire, pensavo che questa città mi stesse stretta…

Poi mi è capitato di aprire il cuore, e se Prato non mi prendeva con sé, pensai che potessi essere io

A prenderla con me.

Pensai che comunque c’è sempre amore dappertutto.

Io avevo avuto amore….

Dopo essere “ritornata” a Prato, cioè dopo i 20 anni, ho sentito ad intermittenze di essere pratese, all’apertura della palestra, al Metastasio dove ho abitato, poi dopo ala mandala di kalachakra, all’inaugurazione dell’arca, e ieri, al concerto per te, in un crescendo di identità e consapevolezza.

Noi nasciamo, veniamo nel mondo, in una data nazione, in una data città in una data famiglia.

Da queste cose non ci potremo separare mai.

Poi abbiamo un lavoro, delle cose che amiamo, un compagno, una compagna, degli amici….e ci concediamo la persona che amiamo, le persone che amiamo, a volte anche un gatto o un cane, oppure dei figli….

E da queste cose non ci vorremo separare mai….

Io ti amo, sei la prima persona che vedo la mattina, sei l’ultima che vedrò la sera. La sera…..

A volte arriva presto, imprescrutabile, inaccessibile, arriva presto la sera.

E per questo, perché non decidiamo noi il tempo (il tempo è un bambino), persiste indecente questo senso di solitudine, che è proprio della vita.

Mi convinco sempre di più che prima di diventare angeli, la tappa che precede insomma, sia l’amore.

Allora, ricapitolando, noi non possiamo decidere il tempo.

Ma quello che possiamo fare è decidere di amare.

Decidere di riconoscere l’amore.

E quindi, credo, tutte le volte che qualcosa ci sembra stretto per noi, insufficiente, o peggio ancora, inaccettabile, come il fatto che ci hai lasciati cosi presto, tutte le volte che questo qualcosa ce lo prendiamo con noi, ecco, questo è un atto d’amore.

Un si al giorno e un si alla notte.

Un si al giorno, un si alla notte.

Ora il cuore di questa città pulsa più forte, ed è più grande.

Ieri sera mi sono sentita unita a tutte le persone che c’erano li,

anche a quelle che neppure conoscevo, perché per qualche

ragione forse molto banale o forse eccezionale la morte unisce più della vita.

Il  tempo è bambino, dice Eraclito, e noi pure, aggiungo io.

Perché la morte deve unire più della vita?

E’ chiaro, perché non riconosciamo l’amore.

 

Ieri ti ho rivisto, nel video, e a proposito, dimenticavo, tu eri una di quelle persone che mi ero concessa di amare.

Dopo 6 mesi mi sono lasciata andare al tuo ricordo, a ricordare il tuo viso, le tue mani, le tue battute veloci, la tua ironia, che scherzavi su tutto, come prendevi in giro mia mamma facendoci morire dal ridere, come giocavi con la Marta, come ti pensavamo nostro.

Ora mi manchi davvero, e con tutto questo amore, dato e ricevuto, ti posso finalmente salutare.

Ora ti ho preso con me, certa che tu mi hai preso con te.

Ora sei un’anima grande e piena d’amore, e hai fatto crescere un po’ anche noi.

Vola Marcello, e portiamoci dentro…………….

 

Matilde

 

 

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